storia

La Via Flaminia fu costruita nel 220 a.C. su richiesta del console Caio Flaminio per collegare Roma con l’Italia settentrionale. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori da Augusto a Adriano. Nel Medioevo era chiamata Via Ravennana ed era adibita a ricollegare Roma con i domini della Chiesa che si trovavano nel Lazio, Umbria, Marche e Romagna.

Via Flaminia entra in città attraverso Porta del Popolo - originalmente nominata Porta Flaminia -, una delle porte delle Mura Aureliane di Roma. La facciata esterna, ispirata all’Arco di Tito, fu realizzata nel XVI secolo dall’architetto Nanni di Baccio Bigio per richiesta di papa Pio IV Medici. Un secolo dopo, papa Alessandro VII ordinò a Gian Lorenzo Bernini di decorarne la parte interna per celebrare l’arrivo a Roma della regina Cristina di Svezia alla quale è dedicata l’iscrizione ’Felici faustoque ingressui’. Turisti meno famosi venivano trattenuti in questo luogo per i controlli doganali, l’unico modo per affrettare i controlli era la bustarella.

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